Complesso pieve e cimitero di San Cassiano - Comune di Predappio (FC)

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Complesso pieve e cimitero di San Cassiano

pievesancassiano

Complesso pieve e cimitero di San Cassiano 
Anni: 1930-1934 (ampliamento e ricostruzione)
Ubicazione: Strada Provinciale del Rabbi, oltre l'abitato di Predappio (direzione Forlì-Firenze)

 Ampliamento del cimitero di San Cassiano

L’antica pieve di San Cassiano in Pennino, di origine romanica, rappresentava il punto di riferimento religioso della zona di campagna prima che venisse fondato il nuovo paese. Qui, nel piccolo cimitero, era stata sepolta la madre di Mussolini, Rosa Maltoni. Parallelamente all’invenzione del nuovo centro urbano, Mussolini decise di riunire le salme dei genitori (il padre era sepolto a Forlì) e costruire un famedio per i propri congiunti, esprimendo la volontà di dare un aspetto monumentale al luogo. I lavori per l’ampliamento del vecchio e modesto cimitero furono avviati urgentemente. La nuova monumentale struttura, che incorporò il piccolo camposanto precedente fu realizzato dall’architetto Florestano Di Fausto, dal 1928 al 1933, attorno alla cappella della famiglia Mussolini dove furono ricongiunte le salme di Alessandro Mussolini e Rosa Maltoni. L’ampliamento del cimitero venne organizzato tramite la realizzazione di un recinto porticato, impostato su di un impianto quadrangolare parallelo alla strada provinciale per Premilcuore. Un percorso ascendente lungo la diagonale del recinto collega prospetticamente l’ingresso principale al famedio della famiglia Mussolini. Sull’altra diagonale, alla sinistra dell’ingresso, emergono l’abside della chiesa di San Cassiano, ricostruita dal 1930 al 1934 dai soprintendenti all’arte medievale e moderna dell’Emilia Romagna C. Icchia e L. Corsini e l’alto campanile, inaugurato nel 1935. Sul fianco della collina, alla sinistra dell’ingresso principale, al centro di un grande giardino in declivio, era prevista, attraverso la vegetazione, la scrittura di una enorme PAX. Dall’agosto del 1932 Cesare Bazzani, presente a Predappio come direttore artistico dei lavori della parrocchiale di S. Antonio, cominciò ad occuparsi della sistemazione altimetrica degli spazi. Recentemente l’amministrazione comunale ha realizzato un ulteriore ampliamento del cimitero sul versante orientale.

Pieve di San Cassiano in Pennino

Le prime citazioni relative alla pieve risalgono al 1001, ma la tradizione popolare vuole che il complesso religioso sia sorto nel V sec d.C. per volontà di Galla Placidia, figlia dell’imperatore Teodosio che da Ravenna guidò l’Impero Romano d’Occidente. Più probabile l’origine attribuita all’iniziativa dei primi cristiani che la costruirono sulle fondamenta di un preesistente tempio pagano. La località, infatti, antico valico di attraversamento dell’Appennino fra Gallia ed Etruria, era già abitata in tempi pre-cristiani. Gravemente danneggiata da un terremoto o da una frana nel XVII secolo, fu sottoposta ad un profondo rifacimento baroccheggiante e nuovamente consacrata nel 1643. Un ulteriore restauro si registra nel 1863. L’ultimo rifacimento, iniziato nel 1930 e concluso nel 1934, ha ridato alla chiesa il profilo romanico. La ricostruzione stilistica venne curata dagli architetti Icchia e Corsini. La pieve, a tre navate, attualmente si propone con una bella facciata con portale sormontato da bifora e da un elegante campanile. All’interno si segnalano i due altari, il fonte battesimale ed un crocifisso, posto sull’altare maggiore, che risulta essere di un allievo del Beato Angelico. La parte più antica della chiesa è però la cripta. Forse di origine bizantina, custodisce un’esposizione documentaria e fotografica della storia della pieve.

ORARI DI VISITA:

Cimitero:
gennaio, febbraio, novembre, dicembre: 9,00-16,30
aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre: 8,00-18,45

marzo, ottobre: 8,30-17,30

Chiesa:
periodo invernale: 9,00-17,00
periodo estivo: 9,00-18,00

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