Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio da Padova - Comune di Predappio (FC)

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Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio da Padova

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Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio da Padova 

Progetto di Cesare Bazzani 
Costruzione: 1929-1938
Ubicazione: Predappio - piazza S. Antonio

Il 29 luglio 1931 Mussolini, a Predappio per l'inaugurazione del Pronto Soccorso, cercò di stemperare il clima di tensione creatosi con le autorità ecclesiastiche in seguito alla scioglimento dell'Azione Cattolica da parte del regime dando pubblicamente la notizia dell'imminente inizio dei lavori per la costruzione della nuova chiesa parrocchiale, che sarebbe stata dedicata a Sant'Antonio di cui ricorreva in quell'anno il centenario della morte. Un concorso pubblico aveva designato come progettista l'architetto romano Cesare Bazzani, la cui opera era in quel periodo fortemente improntata all'imitazione dei modi e degli stilemi cinquecenteschi. Benito e Rachele Mussolini visitarono il cantiere per ben sei volte, mostrando notevole interesse per l'andamento dei lavori e dimostrandosi soddisfatti dei risultati. La chiesa, inaugurata il 27 ottobre 1934, fu affidata ai frati minori francescani.

L'impianto della chiesa è a croce latina con tre navate. Le navate laterali terminano in due nicchie con i confessionali, quella centrale prosegue nel transetto triabsidato, sormontato dal tiburio che sostiene la cupola con lanterna, e nel coro semicircolare. Fra il coro ed il tiburio è posto l'altare maggiore, affiancato a destra dal vestibolo dell'ingresso laterale e a sinistra dalla sacrestia. La facciata della chiesa risulta divisa in tre parti corrispondenti alle navate interne, con la parte centrale più alta e sormontata da un timpano triangolare, all'interno del quale si può ancora vedere una delle poche rappresentazioni del fascio littorio rimaste a Predappio. Sull'ordine che attraversa l'intera facciata poggia il grande arco che racchiude la lunetta bronzea dello scultore P. Morbiducci raffigurante Sant'Antonio; racchiudono la lunetta le formelle bronzee di Cordoni e Tarquini che rappresentano episodi salienti della permanenza del Santo in terra di Romagna. Nel corso dei lavori la chiesa subì diverse variazioni, che interessarono in modo particolare la facciata ed il campanile che svetta isolato sul fianco sinistro del complesso costituito dalla chiesa e dall'annesso alloggio del parroco. Anche se non particolarmente evidenti, la costruzione ha in sé alcuni elementi che lasciano trasparire la personalità del progettista, il cui repertorio espressivo (elementi decorativi come la losanga, movimenti ondulatori sinuosi)  e le cui scelte tecniche (dimensioni principali sempre corrispondenti a numeri interi)furono in molti casi ispirate dalla frequentazione di letture ed ambienti legati al mondo massonico e alla cultura esoterica.

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